Ed eccomi qui.. 13 dicembre 2005 – Posted in: splinder – Tags:

Ed eccomi qui..
Eccomi qui come al solito dinanzi al mio piccì,
eccomi qui a scrivere ciò che sento, ciò che provo e ciò che voglio.
Alle mie spalle ci sono ancora le lenzuona aggrovigliate di stamattina,
le stesse in cui mi sono svegliato in un lago di sangue.
Dopo un lieve spavento ho constatato che tutto era fuoriscito dalla mia narice sinistra, ollè!
Per la serie "Horror" della mia vita c’è un episodio in più, e il bello che scorreva ancora. Ero bianco in volto, mi girava la testa e urtando a più non posso sono arrivato in bagno lasciando una scia di goccioline per il tragitto.
Poi è arrivata mia madre, accorsa subito con dell’ovatta.
L’ovatta.. oramai sono arrivato ad odiarla.
Stamane avevo il sangue persino in gola.. brr, mi fa ribrezzo ancora..

Passato il problema del sangue sono andato a scuola, 6 ore passate distraendomi con ogni cosa, con i postumi dell’emorragia e non solo.
6 Ore passate pensando, discutendo animatamente nell’assemblea di classe e non solo.
6 Ore in cui ho capito quanto la morte di mio Zio, la riavicinazione di mio padre e le esperienze di vita oramai fatte mi abbiano cambiato.
Un mio amico stufo di un qualcosa, o forse solo geloso di un sentimento altrui verso di me, si pure alzato di botto minacciandomi con una mano allargata a mò di schiaffo dicendomi di star calmo.
Non so da dove gli sia uscito "statti calmo", ero calmissimo, infatti tutti lo han preso per il culo grazie a quella frase.
Sta di fatto che ho agito in modo inusuale per il mio carattere..
Mi sono alzato a mia volta e l’ho guardato fisso negli occhi, senza avere nemmeno un briciolo di paura.
"Credi di farmi paura? Guarda che non mi fai affatto paura"
Questo gli ho detto con tono non troppo alto, che si è mischiato a malapena nella confusione ma che è entrato dritto nel cervello di chi mi teneva contro una mano.
C’è stato un pò di sussulto in tutti o quasi i compagni che guardavano, poi quel mio compagno alzato si è seduto e con se la sua ombra si è allontanata dandomi un pò di luce, poichè Lui è alto molto più di me.

Non avevo paura, cosa strana.
Forse era il fatto che conosco quel ragazzo bene, e so che non avrebbe fatto molto.
Forse era la certezza di essere nel giusto, di saper gestire la situazione e si saper reagire a suon di parole o non solo.
Ultimamente so come farmi valere, ultimamente sembro essere più capace a farmi valere.. cosa che mi fa piacere.
Capiterà un giorno che prenderò la cosa di petto ancora una volta, capiterà di sicuro un giorno in cui prenderò quel che prenderò.
Ma una cosa è certa, potrò dire di aver avuto il coraggio di mettermi in gioco, di far valere la mia idea e di non farmi mancare di rispetto.

Con quanto scritto non voglio dire di essere diventato un macho o di essere un uomo solo per esser pronto a far botte ogni qual volta che si presenti l’occasione, no, non è così.
Sono sempre io in fondo, Leandro, quel ragazzo che non predilige le "mani" al posto delle parole.
Solo che quando c’è il bisogno delle mani per opporre una difesa, ora so come fare e lo facio senza paura. . .

Alla fine mi son praticamente ROTTO di essere l’angioletto della situazione.
Io voglio essere il ragazzo che sà rispondere a tono in tutte o quasi le occasioni.
Non voglio essere sempre il primo a mandare sms a qualcuno che mi sta a cuore ma che non mi parla per qualcosa che NON ho fatto o che è successo non per colpa mia.
Non voglio essere quello che si preoccupa di tutto e tutti, colui che misura le parole sempre e comunque pur di non creare disguidi non potendo però dire la propria.

BASTA, BASTA non faccio che gridare in me …
Io mi sono scocciato, e da oggi la parte di me oramai scocciata sta iniziando ad uscire.
Da oggi esigo rispetto da tutti e tutto, rispetto minimo, ma pur rispetto.
Se così non fosse agirò di conseguenza, d’altronde ho sempre detto che la non curanza il miglior disprezzo.
E’ stato sempre il mio "motto" tra i tanti, lo userò ancora anche se ci sarà bisogno di tirar fuori i denti non aspetterò a farlo.

Poso la maschera di cera indossata fino ad ora, oramai diventata troppo pesante da portare.
Prendo respiro come sempre prima di dire a gran voce "Si va in scena" e di pormi agli altri nel mondo chiamato "reale" sebbene coloro che ci vivnono non sono così tanto "reali".
Il palco mi attende, perchè fare aspettare il pubblico?
Ciao Nemus…

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