Solitude… 17 dicembre 2007 – Posted in: splinder – Tags:

 

Svegliarsi la mattina è dura con questo freddo, ma lo si fa…
Basta mettere un piede fuori dal letto ed il gioco è fatto.
La giornata passa velocemente, come sempre.
Si pranza dopo scuola..  poi si dorme un pò e dopo un pomeriggio inutile arriva la sera.

E qui iniziano i problemi.
Stai solo in camera e ti guardi intorno.
Ci sono un bel pò di foto in giro, qualche libro… qualche regalo.
Un quadretto ancora appeso sul muro.

 

Non si può restare a guardare certe cose senza starci un pò così…
Un pò male.
Senza far cadere qualche lacrima.
In fondo è giusto.,.

Ad ogni storia d’amore il proprio posto.
Ad ogni ricordo il proprio posto.
Ad ogni lacrima il proprio posto.

Ad ogni cosa la sua fine.

Si, fine.

 

 

E’ brutta questa parola, troppo.

Può una parola dare giustizia a tanto tempo passato con qualcuno?
Può un silenzio pulirti davvero?
Può una lontananza lasciarti privo di colpe, di pesi… e di lacrime?

 

No.
Lo assicuro.

 

 

Bisogna evitare di sentire canzoni particolari.
Evitare di guardare il proprio muro delle foto.
Evitare di usare i suoi regali.
Evitare di parlare con qualcuno del passato.
Evitare di ricordare.
Evitare di pensare…

Evitare di pensare…

E’ questo che mi frega.

E non piango perchè mi manca qualcosa.
E non piango perchè mi manca qualcuno.
Non piango perchè sono insicuro delle mie scelte nè perchè ne sono sicuro.

Piango perchè è giusto che io pianga.

Piango perchè, che io voglia o meno, se ne va un pezzo di vita.
E non è facile vedere qualcosa di tuo andarsene via, per sempre.

No.
Non lo è.

Il cellulare non squilla più.
Ti girano e non hai nessuno a cui dirlo.
Così, tanto per dirlo a qualcuno.
Inizi a porti mille problemi, a chiederti se puoi dare fastidio a quell’ora di notte, se questa persone è paziente… se non l’assilli.
Non hai più nessuno che ventiquattro ore su ventiquattro pensa a te e ti accudisce.

E per quanto tu sia sicuro della parola fine, non è facile abituarsi.

 

La cosa carina è che attorno a me si sono creati gruppi di persone.
Chi mi viene a parlare come se fosse morto qualcuno.
Chi mi sta vicino e basta, senza tante pretese..
Chi mi sta vicino solo se io dò qualche segno di volerlo.
Chi mi sta vicino perchè devo.
Chi mi sta vicino perchè vuole sapere.
Chi mi sta vicino perchè vuole.
Chi mi sta vicino…
Chi mi sta…
Chi mi…
Chi.

 

E non avere più il pensiero di dover ammucchiare soldi per il regalo di natale.
Girare a vuoto in auto cercando di fare qualcosa.
Di trovare qualcuno da salutare.
Con cui passare quella mezz’ora di solitudine.

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo.
io lo so che non sono solo.
io lo so che non sono solo anche quando solo.
Ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire a sentire niente.
Io lo so che non sono solo.
io lo so che non sono solo.
io lo so che non sono solo anche quando sono solo.
E rido, e piango, e mi fondo con il cielo e con il fango.
E rido, e piango… e mi fondo con il cielo e con il fango.
 […]
Ci si sente soli dalla parte del bersaglio e diventi un appestato quando fai uno sbaglio…
Un cartello di sei metri dice tutto intorno a te…
Ma ti guardi intorno e invece non c’è niente.

[…]
Che l’unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente..
…di non riuscire più a sentire niente…
Il battito di un cuore dentro al petto,
la passione che fa crescere un progetto,
l’appetito la sete l’evoluzione in atto,
l’energia che si scatena in un contatto…

Jovanotti – Fango

Ma l’abitudine di non essere solo va combattuta.
Ogni scelta ha Pro e Contro… conseguenze belle e brutte.
Io, stasera, prendo questo dolore e lo rimetto dentro, qui dentro, nel cuore.
E lo conservo.
Lo conserverò per sempre.
Per la dignità di una storia d’amore di un anno e mezzo.
Per rispetto di quello che ho fatto per qualcuno.
Per rispetto ai sentimenti che ho provato.
Quelli che mi hanno fatto vivere ed andare avanti per due anni…
Due anni della mia vita.
Mi sento cresciuto, e se è così devo ringraziarla.

 

"io lo so che non solo"
Così dice la canzone.
Beh io lo so che non sono solo, ma a volte mi ci sento.
Ed è così che deve essere.

Altrimenti come crogiolarsi di ricordi e potersi sfogare?

 

 

 

Addio.

Cristo santo.

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Fottuto Billy Elliot e la letteresa della madre che doveva leggere a 18 anni.
Tutto è iniziato da lui.

« … l’amore conta.
…prigioniero »