…la strada che non c’è 18 gennaio 2008 – Posted in: splinder – Tags: , , , , ,

…questa musica, la senti?

Eppure è qui… nell’aria, la percepisco.
Come fai a non sentirla?
Mi ronza nelle orecchie… è qui…
Mi sussurra cose che non tu non puoi sentire.
Mi accudisce.

Poi smette di suonare.. e cade il silenzio.
Come cade la notte.
Come cade un corpo… dopo la morte.

Qui le cose vanno bene, quando più e quando meno, trovo sempre il modo per andare avanti.
Ci si arrangia in qualche modo… a modo mio so farlo.
Il problema non è questo.
Il problema è altro. Il problema è la Strada, questa strada.
Questa strada potrebbe esser dritta, storta… in salita, in discesa… con un bivio ad ogni passo.

Invece no.

Questa strada scompare.
Si, non c’è strada… svanisce, si eclissa… si corrode.
Vola via, presa da immotivata libertà.

Ed io mi ritrovo qui, nuovamente perso.

Bella rogna questa… perdersi dico, bella rogna.

In verità, volendo dire ciò che si potrebbe vedere, nella mia vita tutto fila alla fin fine.
Nella mia vita ogni strada è dritta, ed ogni scelta te ne porta un’altra… roba da matematica in pratica.
Se faccio questo avrò questa conseguenza.
Se faccio quello avrò quest’altra conseguenza.

Io mi alzo la mattina, vado a scuola, pranzo… poi passa il pomeriggio e ceno.
E infine vado a dormire.

Cosa c’è di anormale in questo?

In effetti niente.
Ma non è questo di cui sto parlando.
E’ la mia strada, questa dentro, che sta svanendo… Cristo, non c’è più.

Succede, credetemi, succede.
 E non è una cosa piacevole. 

A voler trovare una punizione, mi chiedo cosa sia peggio che lasciare un povero cristo da solo in mezzo al vuoto.
Si, c’è il vuoto intorno a me.
Neanche una luce.
Niente.
 Un’uscita.
Un riparo.
 Neanche quello.

Non un segno per capire da che parte andare. 

E pensare che credevo di essere il padrone del mondo.
Uno, così, di colpo, si crede padrone della propria vita.
Padrone di esser felice quando e con chi vuole.
Ma non è così.
Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci,non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso,e basta.
Si è anche felici, di cose del genere.
Felici.
E potrebbero non finire mai.
Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico.
"Tac"
Senza nessuna ragione, si rompe d’improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso,ma davanti,
come fosse la follia di un altro, e quell’altro sei tu.
"Tac"
Alle volte basta un niente.
Anche solo una domanda che affiora.
Basta quello.

E io non so che fare.
Corre, corre veloce questa fottuta vita… ed io rimango qui, ancorato ai miei vecchi ricordi.
Qui, senza sogni che mi portan via, senza strade da percorrere…

Senza segnali.
Che vita è questa?
Senza segnali non si sa dove andare… e se non si hanno scopi, obbiettivi… aspirazioni e sogni, che vita è?

Basterebbe anche un piccolo segnale, un barlume di luce…
Piccolo, senza senso forse per gli altri.
Ma io lo vedrò.
Io, si… io lo vedrò e capirò.

Mi serve qualcosa.
Mi serve qualcuno, si, forse qualcuno.

Qualcuno che venga, che sfiori questo silenzio… che lo rompa, senza aver paura.
Io non ne ho.
Che sfiori questo silenzio,
anche per un solo istante.
Io sentirò.
"Tra tutte le vite possibili ad una bisogna ancorarsi per poter contemplare, sereni, tutte le altre."
Si, è così.

Dormo perchè devo.
Mangio perchè devo.
Vivo perchè devo.
Cristo santo, dov’è andata quella voglia di vivere?
Quel guidare sullo scooter con il gelo e la pioggia battente sulle mani?
I segni rossi sulla pelle… quelli a causa della pioggia, quelli a casa dell’amore.
Dove sono le labbra che mordono?
Quelle che baciano?

Dove sono le mie labbra?
Quelle per me.
Quelle che sono mie per diritto, quelle che Dio le ha creato pensando alle mie.
Quelle che in un solo schiocco si ricongiungono con la mia pelle… e non vanno più via da me.

"– Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.
Silenzio
– Che sia troppo tardi, madame … 

Uno si fa dei sogni, roba sua,
intima,
e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta,
un attimo,
una frase e tutto si disfa.

Succede.
Mica per altro che vivere è un mestiere gramo.
Tocca rassegnarsi.
Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.

…Gratitudine…
"

" Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio.
Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità.
E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio.
Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti.
Sapevo che lo avrebbe fatto lei.
E lo ha fatto.
E’ scoppiata tutto d’un colpo.
C’erano cocci ovunque, e tagliavano come lame."


 

 

 

Se fossi un libro vorrei essere Oceano Mare, di Alessandro Baricco.

Questo
libro
è
fottutamente
Affascinante.

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