Roma 12 ottobre 2008 – Posted in: splinder – Tags:

Roma...

 

Roma, 12 ottobre 2008.
Il mio primo giorno romano.. che non è ancora il primo universitario ma che mi segna ugualmente, forse di più, nell’animo.
La città è molto diversa dal mio amato paese, qui la gente passa e non saluta, ti colpisce con le spalle e non ti sorride per scusarsi, per poco non ti investe e ti mandano anche a

quel paese.
La città è diversa, si, posso già iniziarlo a dire.

Il cuore di Roma non si spegne mai però, a qualsiasi ora tu voglia uscire e incontrare persone puoi farlo, trovi ovunque un tabacchino o una macchina accesa, un bar o chi si

ritira.
Auto parcheggiate anche sui gradini, gente che mangia perchè deve e dorme per lo stesso motivo: andare a letto dopo una partita al bar con gli amici, dopo una cena pesante

fatta da tua moglie, dopo una passeggiata tra le strade desolate e i lampioni solitari… è questo che manca qui.

La vita a volte ha i suoi difetti ed i suoi pregi, questa lotta continua tra La Città  e Il Paese non finirà mai, il trucco forse sta nel prendere da ognuna delle due cose il meglio e

farli propri.

Sono eccitato, lo ammetto, questa vita che ancora non inizia ha un profumo dolce e sensuale… è una vita che a breve inizierà a manifestarsi con tutta la sua potenza, crudeltà e

bontà. 
Spero di sguazzarci bene in questo mare fatto di studio, sigarete, sveglie che suonano e piccole risate in una casa composta da quattro persone: me, due siciliani e un calabrese.
E’ strano chiamarli così, forse potrei evitare tali nomi solo a due di questi: Pietro ed Emanuele.
L’ultimo già mi è simpatico, ma questa è un’altra storia.

A tutto ciò si mischia, però, la nostalgia della mia vita melizzanese.
Gli amici dietro al bar con cui passare del tempo rubando al tempo stesso qualche minuto per una sigaretta nascosta, mia madre al ritorno a casa o mia sorella che a periodi

fissi torna a casa.
E poi più sfoglio le foto e più mi accorgo di averne poche, pochissime, di quei momenti significativi… di quelli in cui ti dici "questa è la mia vita…"
Ed è triste non poter rivedere chiaramente certe scene che nella tua mente sono impresse a fuoco, come un marchio indelebile deltuo passato, di ciò che sei stato e per sempre

sarai.
Quando scendo, quando scenderò, voglio farne tante…

Io e il mio amore.
Il paese.
Gli amici….

Perchè mi mancano e mi mancheranno sempre più, riguardandoli almeno avrò modo di combattere contro quella voglia sfrenata di arrendersi.
Perchè no, io non mi arrenderò.
Mai.

 

A presto, Leandro.

« Sono un moscerino…
Volevo poi solo vivere… »