Le mie rughe… 9 novembre 2009 – Posted in: splinder – Tags:

Rughe...

Ognuno se la sbatte dove meglio può.
Ci si chiude in se stessi in un angolo, uno degli infiniti angoli della vita, e lì si fa ciò che si vuole.
C’è quello che non sa scrivere se non al computer.
L’altro invece ama ballare e la sua vita prende forme e colori stupendi solo quando, con la musica, si accompagna.
E basta trovare la propria droga quotidiana per esser sereni con il proprio mondo.
Anche se, a dire il vero, non è che fa molto bene.
Ma alla fine chi lo dice che è giusto avere tanti amici.
Che è giusto ballare o scrivere da qualche parte.
Ognuno se la vive come vuole, come meglio può.

Sarebbe il colmo se, andado lassù, Lui ti dicesse che il senso della vita alla fine non esiste.
Che ci creiamo leggi e frasi belle, che crediamo in concetti astratti come la giustizia ma, alla fine, non servirebbe un bel niente di tutto questo.
E se dicesse, sempre Lui, che il vero senso della vita altro non sarebbe che fare ciò che si vuole come lo si vuole quando lo si vuole?
Sarebbe bello, anarchia a parte, vedere un mondo del genere.
Magari un giorno, un mondo così, c’era eccome.
Poi ognuno ha violato le proprie leggi interne e noi uomini ne abbiam dovute creare altre, uguali per tutti (si fa per dire) per controllarci alla bella e meglio.

Lui: " Leandro sei stato davvero stupido a crearti tutti quei paletti nella testa bacata che ti ho creato."
Ed io: "Credevo funzionasse così, laggiù. Ma alla fine, hai ragione.. potevo fregarmene. Volevo solo essere normale."

Come se davvero esistesse una normalità in questo mondo pazzo e vecchio.

Forse un giorno cambierà.

Ai miei figli insegnerò come ascoltare il proprio cuore.
Dirò loro di amare se stessi.
Dirò loro di amare il mondo per lo schifo che è, alla fine saranno frutto di tutto questo anche loro.

E insegnerò loro la follia.
E insegnerò loro che tenersi stretta un’arte, in questa vita, è una cosa buona.
Così, nei momenti di tristezza, ci si abbandona a quello che più si sa fare.

E potranno essere come meglio credono.
Potranno avere dei segreti o confidarmi tutto.
Sarò la loro luce, se lo vorranno, o il loro buio se ne avranno bisogno.

Io e loro.

E racconterò la storia di coloro che prima di me sono stati.
Racconterò i tempi in cui ero bambino.
E narrerò le vicende dellamia vita, una dopo l’altra.
Occasione dopo occasione.

Di quel ragazzo che scriveva, in un piccolo paese, per poi passare altrove.


E dirò a mia moglie poche semplici parole.

 

Voglio che tu sia la mia ruga.
Ed averti qui, attorno agli occhi, ogni volta che mi guerderò allo specchio.
E tu ti rivedrai in ogni ruga mia.
E toccandole con le dita ricorderemo tutta la nostra vita.

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