Dovessi sentire delle parole… 19 dicembre 2009 – Posted in: splinder – Tags:

“Non c’è modo di riempire questo vuoto, qui?

L’amore prima o poi arriva per tutti, Jonas.

E’ una stronzata bella e buona questa, Frank, lo sai?

Certo che lo so.
Vedi, tu sei fissato con i trucchi.
Credi di poter fregare la vita in qualche modo senza accorgerti che forse, il trucco migliore, è viverla.
Basta aspettare le cose: Cercale.
Basta cercare trucchetti per evitare il dolore o chissà quale altra pazzia umana: vivilo.
Non è forse questo il trucco, Jonas?

No, non è così.
Lo sai meglio di me, non è affatto così.
Non è un peccato da espiare, la vita.
Capisci Frank? La vita non è un peccato, non lo si deve espiare vivendo tutto quello che le gira di metterci davanti.
Se vogliamo possiamo avere di meglio.
Molto meglio.

Non conosco nessuno che voglia di meglio più di te, eppure sei qui a lamentarti.
La tua vita è un continuo lamento, trovi un’idea e una volta consumata stai male finché non ne arriva un’altra.

Se c’è qualcosa di buono, arriverà.

Beota!

Cosa c’è? Dimmi!

E se quel qualcosa di buono stesse solo aspettando te da qualche parte di questo mondo?
Lei ti starà cercando e tu invece, come un pesciolino rosso, stai qui a far boccacce al vetro di questa immensa bolla di vetro in cui sei voluto entrare.

Vorrei solo fosse tutto più facile, Frank.
Ma non lo è… e devo inventarmi trucchi ogni giorno.

La vita non è una partita di Poker.
I Bluff li pagherai tutti, uno dopo l’altro.

E’ molto simile invece…

Resta solo finché vuoi, Jonas.
Non sarò io a tentare ancora di aprirti gli occhi.”

 

 

Non dimenticherò mai il discorso di Frank, quella sera.
L’aria era più fredda del solito lì, su quel ponte, e dalle nostre bocche insieme alle parole non usciva altro che nuvole di vapore.

Andò via insieme alle sue nuvole.
Mi lasciò solo con i miei pensieri, quelli non ne fanno di nuvole.

Mai.

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