Avrà tutto finalmente un senso 6 gennaio 2010 – Posted in: Leandro.

 

Voglio.

Voglio giornate in riva ad un lago.
Voglio il sole che ti scurisce la pelle.
Voglio che una lacrima righi il mio viso.
Voglio tornare bambino.
Voglio risate sincere.
Voglio perdere giornate intere senza rimpianti e preoccupazioni.
Voglio svegliarmi presto al mattino.
Voglio rendere belle le persone.
Voglio domande indiscrete sulla mia vita.
Voglio trovare me stesso, ogni giorno, sempre più.

Sempre più.

 

Disegnando il mio futuro...

 

Vi hanno mai detto di non prendere di petto le scale di casa?
”Vai piano” diceva la mamma, sapendo che nonostante tutto avresti saltato due o tre scalini alla volta.
Magari anche cadendo, ogni tanto, o rischiando chissà quale botta con la testa.
Ma siamo arrivati lo stesso fin qui, cresciuti.
Cambiati.

Forse meno di quanto si crede.
Io, la vita, la vivo ancora come quando ero un ragazzino.

Non ascolto i consigli.
Salgo le scale di fretta, a due o tre gradini alla volta, e mi siedo male.
Frenetico non sto fermo a tavola.
Studio guardando fuori dalla finestra, gioco a nascondino con le persone non badando a dove metto i piedi.
E cado.

Cado, giorno dopo giorno, rialzandomi sempre.
Ma non imparo mai.

 

 

Vorrei davvero volere le cose che ho scritto.
E forse una parte di me, dentro, persino è convinta di volerle.
Ma in realtà non le desidero con tutto me stesso, altrimenti inizierei subito a lavorarci su invece di farmi scivolare i giorni addosso.
E’ questo il pericolo.

Finché si è bambini non lo si capisce, non lo si può capire.
Bisogna crescere, si sa, e comportarsi in un certo modo può addirittura aiutare a far passare prima il tempo.
Passare il tempo.
Forse quando siamo piccini il tempo ha meno valore, ne hai fin troppo.

Ma ora?
Il tempo incombe sulle nostre vite e chi come me corre all’impazzata di qua e di là subisce un furto ogni giorno.
O forse ne compie uno, ogni giorno?

 

Chi ci ruba il tempo?
Siamo noi stessi che ci rubiamo il tempo.
Rubiamo tempo al sole, svegliandoci tardi.
Rubiamo tempo al nostro cuore che, poveraccio, aspetta invano mentre noi ci rifiutiamo di scoprire persone nuove.
Magari la persona giusta, chi lo sa?
Rubiamo tempo alla nostra intelligenza che aspetta libri nuovi, discorsi vitali, pensieri risolutivi.

Avvolte passano anni prima di capire, o semplicemente pensarci bene, che un amore è finito.
Finito per davvero.
Prima ci eravamo semplicemente rifiutati di pensarci su.

E’ giusto tutto questo?

 

Vorrei poter volere davvero alcune cose.
Vorrei svegliarmi domani e, con metodo, iniziare a lavorarci.
Iniziare a lavorarmi.
Leandro, oggi ti sistemo il tubo che perde da un paio di anni.
Domani darò un’occhiata al cervello.

Roba così, insomma.

 

 

Invece no.
Stupidamente il tempo va per il suo tragitto e noi semplicemente aspettiamo altro.
Aspettiamo altro.

Aspetto forse un autobus che mai arriverà?
Saranno davvero infinite le corse che passeranno per questa fermata?
E se mi scadesse il biglietto?

 

La vita non è una stazione.
Non partono treni ogni minuti per chissà dove.
No.

 

Ce ne sono tanti, ma sono limitati.
Tantissimi, forse, ma finiranno.

 

Non ci dobbiamo accontentare, questo mai.
Ma decidiamoci, una volta per tutte, a vivere.
Mandiamo via la voglia di non vivere.
Mandiamo via la noia.
La paura.
L’abitudine.

 

Io voglio andare in quel maledetto posto.
Bisogna dirselo.
Capito?

Io voglio andare in quello stramaledetto posto.
In capo al mondo? Va bene.
Almeno sappiamo cosa stiamo aspettando.

 

E così ogni giorno avrà un senso nuovo.
Gli occhi cadranno sulle persone cercando finalmente qualcosa.
Un fiore in petto.
Occhi verdi.
Labbra belle da baciare.
Capelli profumati a tal punto da perdersi dentro.

Avrà tutto finalmente un senso.
Un motivo per cui svegliarsi presto, guardare il sole, essere sereni.
Un motivo per scrivere.
Un motivo per fare fotografie.

 

Un giorno, quando quello che aspetteremo finalmente passerà di qui, noi con tutta la nostra esperienza di attesa finalmente sapremo come agire.
Sapremo come agire.
E quel treno non lo perderemo di sicuro.

Sarà stata l’attesa, il minuzioso lavoro giornaliero, a formarci.
Ad insegnarci il gusto della vita.
Ad insegnarci l’importanza dei nostri desideri.

Ad insegnarci ad essere decisi e sicuri di volere la felicità, quella felicità.
Non ci si può confondere.
Come si fa a sbagliarsi?

Non puoi prendere un treno non tuo.
Non puoi perdere un treno che aspetti da tutta una vita.

E’ tuo.
Aspetta te.
E nessuno te lo toglierà mai.

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