La notte in città 3 febbraio 2010 – Posted in: splinder – Tags:

 

Ogni sera lo potevi trovare lì, seduto nel suo angolino al Colosseo.
Non ti potevi sbagliare, era quello che abbracciava le gambe.
Ginocchia al petto.
Nuvoletta di vapore dalla bocca.

Stava lì, per mezz’ora, ogni sera.
Potevi passare con la pioggia, con la neve, con il caldo più afoso che potesse esistere: lui era lì.
A Madeline piaceva molto il Colosseo.
Si era trasferita da poco a Roma e tra lo studio ed il lavoro aveva davvero poco tempo da dedicarsi.
Di sera passeggiava per la capitale godendosi la città che di giorno vedeva poco.
La città dormiente.

Non c’è niente di meglio di una città spenta per riuscire a dormire.


Passarono davanti al ragazzo una coppia che camminava a braccetto, i due si contendevano con piccoli calci uno scatolo buttato a terra da chissà quale turista.
Un calcio lui, un calcio lei… in un dolce gioco di passaggi dove l’unica regola era il non staccarsi dalle braccia dell’amato.

Era dolce, di notte, Roma.

Di belle ragazze ne passavano tante, anche di sera, e lui fece passare Madeline come tutte le altre.
La fece passare senza guardarla troppo, di sera non è opportuno.

Mai guardare troppo una donna, specialmente di sera.

In effetti non era un maniaco, lui, e nemmeno aveva intenzione di sembrarlo.
Preferiva colpire le persone con il suo silenzio e con l’indifferenza.
Non aveva dubbi, meglio sembrare un ragazzo cupo e pensieroso che un maniaco pronto ad attaccare.

Magari bastava fare un sorriso o una battuta e avrebbe avuto di sicuro più amici.
La città di notte nasconde pensieri profondi, chissà quanti ne aveva persi.

Ma era fatto così, o maniaco o solitario.

 

 

Madeline passò a passo lento.

Lui abbassò lo sguardo.
Finirà presto, pensò.

 

Ai sanpietrini si sostituirono due punte di stivali.
Pelle nera.
Non le dimenticherà mai, quelle punte.

Alzò lentamente lo sguardo, senza nemmeno pensare.

 

La bella immagine bionda con sfondo di colosseo disse solo una parola.

“Madeline”
”Jonas, piacere”.

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