Bisognava scegliere tra i pugni e la solitudine 5 febbraio 2010 – Posted in: splinder – Tags:

Bisognava scegliere tra i pugni e la solitudine.

Lei non andava mai via, preferiva prendersele e rimanere con noi.
Io non ho fatto lo stesso.
L’amore lo guadagnavi subendo, ogni santa sera.
Io mi sono salvato solo escludendo l’amore dalla mia vita.
Mio fratello passava le botte a mia sorella.

Ognuno la vive come meglio può, l’importante è uscirne interi.
Rotti dentro, forse, ma vivi.

Non provo odio, e di questo ne sono felice.
Sento solo rancore… e vago per questo mondo sperando di colmare la solitudine che un tempo hanno creato dentro di me.
Ho le ossa poco rotte ma non ho più una famiglia né un punto di riferimento. 
Sono fatti così quelli come me, crescono da soli.
O tutto o niente, non amiamo le mezze misure.

Forse un giorno avrò una persona tutta per me.
Spero sia un giorno lontano.
Voglio imparare prima a saperne mantenere una, di persona.

 http://nemusloren.deviantart.com/art/Me-at-2yo-152992802

E così passava le sere in qualche posto poco isolato, con la sua aria sfacciata di chi sa di essere speciale.
Di chi sa di avere una storia da raccontare al primo beota che riesca a capire.
Al primo.

La faccia di chi sa di stupire.
Di fare la magia con un trucco da niente.
Aspetta solo il primo cliente.

Ma forse è capitato un pò a tutti noi di avere una storia tra le mani ed aspettare solo la persona a cui dirla.
Ci sentiamo esplodere dentro di pensieri, idee e sentimenti e l’unico desiderio è quello di dire tutto a qualcuno.
Far capire al mondo la nostra vera essenza, come se cambiasse tutto.
Come se poi cambiasse tutto.

 

Un pò quando si è tristi e si confida tutto al diario.
Un pò quando si chiama l’amico per dirgli che l’auto nuova l’hai presa.
Un pò quando le donne si tagliano i capelli…

E’ un modo di dire al mondo che qualcosa è cambiato.

Jonas aveva un unico modo di farlo.
Aspettava.

Aspettava e, attesa dopo attesa, qualcuno passava davanti a lui pronto per una storia.
E gliene raccontava tante, di storie.
Faceva la magia e tornava a casa.

 

Non era sesso, non era una corsa.
Era uno degli altri modi per svuotarsi.
Era fatto così, lui.
Si svuotava raccontando di sé.

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