I cactus suicidi… 20 novembre 2010 – Posted in: splinder – Tags:

E' dolce l'attesa della pioggia seduti nel deserto di carta e parole sognando la stagione dei monsoni in ritardo ormai come tutti gli anni, come tutte le volte.
Rimangono solo i cactus lì ad esser fieri e felici con qualche uccello che ruba loro acqua pizzicandoli, bucandoli, facendoli morire a poco a poco.
Ti prego fai piovere o li mangeranno tutti.
Fai piovere.
Fai piovere.

Che poi è assurdo quanto un pò di banalità possa dar vita a tutto, chi se lo aspettava da bambini sotto la pioggia o nella vasca che quello che cadeva e che ci inondava e bagnava era vita.
La vita uno se la immagina come un percorso, come una strada, come dei binari o chi più ne ha più ne metta.
Ma come acqua che cade dal cielo, no così mai.
E invece anche quella è vita, a suo modo lo è, e non ci si può dire niente contro perchè ha tutte le ragioni per esserlo.
E' lineare, giusto.
Se cade va via il deserto altrimenti rimarranno i cactus a farsi divorare dai più furbi.

Ma come io spero nella pioggia così il deserto spera nel sole e bestemmia contro le nuvole, come sempre.
Il deserto non vuole vita, solo sabbia.
 

E allora il cactus spera di farla finita con quelle beccate.
Sparami forte sparami in fronte sparami sempre fino alla morte sparami amico sparami tutto sparami al cuore fino a quando non muore.

Ma no, non dire così, prima o poi scenderà acqua da quel fottuto cielo.

 

« Di uno squarcio di luce che entrò nel buoio di una camera spenta d’amore…
Camminare… »