Ed io mi butto tra le maree… 24 novembre 2010 – Posted in: splinder – Tags:

E il dolore ti assaliva ma tu lo portavi addosso con onore e dignità, come se fosse giusto e te lo meritassi quell'enorme peso del vivere senza cercare via di scampo ma solo patendo il male che il mondo ti aveva affibiato.
Non è giusto così, amore mio, e tu lo sai e lo so anche io.

Camminava per le strade come un fantasma a cuore freddo senza che io potessi regalargli un sogno, avrà letto nei miei occhi che non ne ho?
E allora torno a dormire sperando di farne qualcuno per te solo per te.

Allora io dormo e tu mi guardi, va bene?
Io dormo, tu stai qui a guardarmi un pò che non fa male di certo e se mi sveglio chiedimi del sogno, lo ricorderò.
Va bene?

Ma qui cambiano i miti e le certezze e tutto si sfalda per il sorriso di chi mi guarda ora e mi stringe le mani e mi dice di volere la verità ed essere pronto, pronto a cosa poi chi lo sà se nemmeno noi stessi a volte la vogliamo, la verità.
E senza accorgermi scrivo cose cogliendo il momento di follia tra la gli attimi della vita mia, senza capire senza riuscire per un solo ed unico istante a chiedermi perchè.

E' che un pò ci credi nel buoio della notte che di colpo tutto finisce e scende giù il palco e il pubblico va a casa così da tornare in camerini guardarsi allo specchio e togliersi tutto di dosso.
Il riposo.
Deve essere il momento migliore, il riposo.
Ma io sono qui, relitto derelitto della vita a costipare i sogni con questo caffè senza la voglia di alzarmi, senza la voglia di non morire al suono della vita ma lasciare tutte le forze in balia del mare e del vento che di me faranno quel che vogliono.
Come sempre.

Prendetemi e sbattetemi contro scogli e palazzi, maree e sirene, sarò vostro come lo sono sempre stato perchè fa bene sentirsi preso e sapere di sale e di vento, di america e di africa al contempo.

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