L’inchiostro. 15 novembre 2011 – Posted in: splinder – Tags: ,

Lavo e rilavo questa pelle ormai vecchia e lo sporco non va via, non più ormai. E' il nero dell'inverno che è ormai passato a sporcare il viso di quel che si chiama futuro, sono le rughe di un bambino di un anno ed il mal di schiena della fatica. E' lo sporco sotto le unghie. Non c'è sapone che riesca a togliere tutto se non con grande fatica ed olio di gomito come quel giorno che mi sporcai con l'inchiostro e spazzolai per ore ma il nero non andava via, schiariva ma non andava via.
Allora aspettai, cercando di non guardare troppo la mia mano macchiata aspettai, e con i giorni andava via anche un pò di nero. Così, quando e come pareva a lui. Ed io lo accettavo, purchè andasse via l'ho accettato.
Non che sia bello darsi la mano e vedere lo sguardo disturbato di chi te la stringe.

– E' inchiostro quello?
– Si, lo è, da giorni che sono sporco e non va via.
– Bel coraggio ad andare in giro con una mano conciata in quel modo.
– Grazie, finchè riesco ci credo.

Ma lo specchio riflette e questi occhi perdono splendore, persino un giorno come tanti ma almeno bello diventa un fiore appassito senza il sole giornaliero che irradia a tutta forza quel che c'è ad aspettarlo sul suolo povero di questa terra. Ed intanto lo speccio riflette, lì riflesso ci sono anche io.

Si dice che l'uomo che non si piace smuove le acque sperando che l'immagine cambi. Così fece il gobbo e così farei io se fossi lì a vergognarmi di quel che c'è davanti a me. 
Ma l'inchiostro non va via e bisogna aspettare qualche giorno.
Qualche giorno.
Qualche mese.
Qualche anno.
E lo specchio riflette il nero su questa mia mano splendida.

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