Capovolgere. 8 ottobre 2012 – Posted in: Me

C’è stato un tempo in cui compiere passi era cosa buona e giusta,
si andava un pò ovunque, l’importante era muoversi.

Ogni passo era una qualche perversa forma di crescita.
Perchè la perversione non nasce quando si capovolge una situazione.

Ma la realtà dei nostri attuali passi è davvero capovolgibile?
Ci muoviamo in questa vita ognuno a modo suo,
chi tremante come un coniglio preso in braccio e chi pavone, dietro mille colori sfoggiati a petto in fuori.

Bisogna solo sperare che il mondo sia circolare e che questi passi non finiscano mai,
dovessi trovare una scogliera, un fosso, un vicolo cieco o semplicemente una gabbia,
io, a quel punto, non potrei più capovolgere nulla.
Nè il mondo, nè me stesso.

« L’abbraccio del freddo.
Mi è rimasto. »