Intanto giro la camomilla, e aspetto un altro giorno. 6 gennaio 2013 – Posted in: Me, Ricordi

Dò una girata alla camomilla, nella fredda cucina della casa vuota.
C’è un tavolo di legno un pò rotto ai piedi, il libro ancora aperto ma privo di attenzioni.
E’ così che ogni anno passo l’epifania, autocarcerato in un mondo lontano.
Lontano da altri mondi, da paesini mai addormentati, da amici ubriachi ed instancabili.

Dovrò passare sempre per la solitudine prima di responsabilizzarmi?

Sono uno sciatto e non me ne vanto, perdo pezzi di vita qua e la mescolandoli a dimenticanza.
Guardo il cielo ma vedo doppio, penso a te e mi si annebbia tutto.
Ho bisogno forse di scappare per guarire dalla vita?
Ho bisogno forse di soffrire un pò per ritrovare l’equilibrio nell’autonomia disperata e solitaria?

Intanto giro la camomilla, e aspetto un altro giorno.

« Tristemente bello.
Bruciammo come candele… »