Un giorno lontano ti ho vista, rubavi colori al mercato dei canditi. 28 febbraio 2013 – Posted in: I due, Me, Ricordi

Ho cercato tra pallottole e cadaveri,
ho mille targhette con nomi assurdi,
ma il tuo non c’era.
Sei disperso in queste acque agitate o nel lago tinto rosso dal sangue degli amici caduti?
La sabbia ti ha preso e protetto dal sole cocente di questo deserto?

La spiaggia che ti accolse era di un dolce e salato sapore,
mai più mi toccò vederla avvolta nel silenzio,
ma in un terremoto continuo, sempre.

Gli umori sono come acqua che bolle,
nascono dal fondo e arrivano fino all’esterno, esplodendo nell’aria in sussulti e vibrazioni.
Bofonchia il mio cuore come fa l’acqua a cento gradi,
ti ho perso in un giorno nascosto, mia cara quiete, e non ti trovo più.

Sono sangue e sono aria pura di montagna.
Sono una guerra silenziosa che giornalmente devasta i cuori di madri in pena.
Sono il seno che ti nutre, sono i piedi che ti fan male dopo un lungo cammino.
Chi dovrei scegliere se non la pace dei sensi e dell’anima?
In trincea penseresti a salvarti la pelle e scappare dalle bombe o desidereresti un thè caldo con poco limone in riva al mare di scozia con un sole in tramonto?
Io scappo dai ruggiti degli spari, un giorno lontano ti ho vista, rubavi colori al mercato dei canditi.
Un giorno lontano tornerò e ti chiederò se vorrai il latte o dello zucchero, prima di avvicinare la tazzina alla bocca e, finalmente, bere.

« Prendersene il carico.
Meglio dei fazzoletti e della carta igienica. Dei pannolini anche. »