La merda è calda. 7 aprile 2013 – Posted in: Me

Sono il fabbro di me stesso, forgio maschere su maschere e spesso ne rompo alcune.
Cadono pezzi e la ruggine prende il sopravvento.
A volte ne esce fuori un pò di pelle ma voi guardate e ridete.
Com’è bianco quel tipo senza ferro.
Come è calda la sua corazza organica, e si taglia facilmente, ne esce addirittura del sangue.

Qui non c’è spazio per chi non è corazzato,
prendi solo botte e spintoni.
E allora scappo. Si, scappo da te e da voi tutti.
Tolgo tutto e nudo monto sul cavallo bianco di napoleone che con il nero lucente, un pò come furia, nitrisce e corre per le praterie libere del mondo fatto di stupratori e belle zoccole.
E tutto tace, ora, che sono nudo come chi è nella fece e non ha bisogno di calore altrui.
La merda è calda, non lo sapevi?

E poi dalla merda volo. Apro le ali e come Pindaro mi trovo in un posto caldo.
E nuoto. Nuoto che vado bene a tutti persino a me stesso, non mangio nè bevo ma sto lì al caldo.
Sento voci estasianti che mi urlano di volermi.
E quindi sorrido, mi sento giusto.
Apprezzato. Accettato.
Poi apro gli occhi e capisco.

« Brindasse lei per me.
Come fiammiferi. »