Stigma. 24 Maggio 2013 – Posted in: Me, Ricordi

Lascio i vestiti a casa ed esco con scritte infinite sul corpo,
girano in un vortice enorme dietro la nuca come gira questa testa
stordito dall’alcool del mattino, che viene dalla notte e poi dal giorno prima.

Potrei anche mentire dicendo che è tutto una cazzata
ma in realtà sento addosso ogni minuto di questo silenzio che mi circonda,
e mi chiedo: chi sarà stavolta ad uscirne vivo?

Il giocoliere continua il suo giro tra il fuoco dei semafori
mentre io passo tra gli ambulanti indiani
ed un’auto si ferma facendo sgommare le ruote: mi stava investendo.

Ricordo tutto di un istante di volo,
gli occhi di un bambino innocente,
la morte violenta di un muro.

Ma poi i sorrisi di una merendina,
la sicilia in fiore sotto il calore disumano
e tu, che in pochi anni saresti arrivato.

Giro con scritte sulla pelle ormai prive di senso
sono solo ricordo gioiosi di una spensieratezza tinta di triste colore nero,
di stigma perenni poi volati via e dissolti come zucchero nel latte caldo.

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