Jane. 27 maggio 2013 – Posted in: Me

Jane mi guardò, come per dire “sbrigati”.
Mi affrettai ad arraffare tutto quello che potevo in quei brevi istanti in cui ero lì.
Poi chiusi dietro di me la porta, accesi una sigaretta maltrattata e me ne andai.
Andai via, senza pensarci più.

La dimenticai, poi, in un giorno d’autunno tra le foglie cadenti.
Dimenticai il suo volto senza riuscire più a pronunciare la sua bellezza.
Durò un istante la certezza di averlo dimenticato prima di scordare chi fossi.
Scordare me stesso.
Scordare.
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