Il lancio fortunato. 5 giugno 2013 – Posted in: Me

Chiamatemi libertà,perché sogno sconosciuti salire scale mobili in un edificio spaziale.
Ma non c’è pace neanche nei sogni dal continuo movimento del mare che brulica di vita e lascia frangere le sue onde contro la terra in forma di costa, di sabbia, di roccia.
La violenza fa rumore.

E allora chiamatemi onda,
perchè esplodo contro le cose nello stesso modo per ritrovarmi poi a pezzi e ricompormi in poco, quasi a scordar la natura natia per poi ritrovarla all’istante.
E nel mentre, frangermi in mille pezzi, senza aver forma.

Un ragazzino di un libro era proprio strano.
Scambiava una canzone per l’altra e diceva di amare chi non reggeva un solo discorso ma dilungava, dileguava, volava come pindaro tra un i rame e la segale, tra la vecchia Phoebe e il professore bastardo.
Mi sento come i suoi guanti rubati.
L’ingiustizia atroce che il ladro.

Lanciatemi come dadi nel cielo,
spargerò numeri fortunati a tutti voi,
per poi riscuotermi tra le mani,
e farmi sentire amato.

Foto.

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In una passeggiata notturna. »