Candido. 4 ottobre 2013 – Posted in: Ricordi

Si muove nell’ombra la donna di carta, bagnata dalla pioggia d’autunno scorre tra stradine che scendon giù come rivoli per le montagne. L’ombra l’assale alle spalle come si fa con i ricchi tra i monti i briganti: mai un respiro di riposo ma un conitnuo attendere l’arrivo di chi ti morde, al collo e dovunque, per avere qualcosa.
Si muove nel buio la donna candida, ombra di se stessa e del mondo, parassita di amori consumati e falliti, di bicchier d’acqua bevuti tutti d’un sorso. Non basterà stavolta urlare alle poesie cantate tra partigiani vogliosi di prendere parte ad una guerra immensa e viziata: siamo profughi d’amore e di patria, denti battenti dal freddo odioso e languide labbra vogliose di pace.
Andammo, mio dolce destino, verso il cielo candido come candido era il nome di chi, nel mondo, s’approcciava a scoprire le vite ed i pensieri. Candido era un giovane che ha rischiato, candido era chi come me un giorno è andato per le vie perdendosi di giorno in giorno, rimanendo solo, sconsolato.

Spensierato.

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