Lasciarsi andare 13 ottobre 2013 – Posted in: Me

Lasciarsi andare, tra le maree umane del lunedì mattina,  nel pieno odore di cornetti e caffè di un bar italiano, tra i sorrisi emozionati prima di un volo low cost. Lasciarsi andare per il gusto di perdere redini invisibili ma perenni, per lo sfizio del riposo dalla tensione quotidiana, per poter dire di averlo fatto nonostante non lo si volesse davvero.

Stanchi, facciamo passi uno dietro l’altro senza poter godere del tutto della bellezza emanata dai gesti irrisoriamente diversi: bellissimi. Mi lascio cadere ora su nuvole calde, in lenzuola sporche, su letti più vuoti che mai tra cuscini che non ammorbidiranno questo sonno spaesato, incerto. Mi lascio cadere per sentirne l’aria, per lacrimare alle alte velocità e planare fin dove ci sarà una mano calda da guardare e volere: senza mai toccare.

Mi lascio cadere prima che inizi la corsa affannata.

Mi lascio cadere ma non mi farò male.

 

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Camere sterili. »