A natale c’è un’altra persona. 20 dicembre 2013 – Posted in: Leandro., Me – Tags: ,

Com’è preziosa la tua assenza tra le mura di una casa che man mano si svuota e porta via pezzi di me che altrimenti rimarrebbero compatti, Uniti, come si sta a natale fino ai primi di gennaio.
Tra le trasfusioni di rancore e l’edera sul mio volto che cresce senza sosta quasi quanto la voglia di scappare non rendo l’idea ai passanti di quanto le crepe si aprano dentro, fino al momento in cui la diga più resistente finisce per cedere.

Mi inondo, come si inondano le campagne sotto la pioggia d’autunno, e cerco di rimanere a galla in questo mare dolce sotto un sole gelido che mi riscalda le dita e raffredda i sentimenti. No, non cammino sottosopra ma solo al mattino col gelo e di sera con la paura che sale da dentro tra gli autobus innevati e quegli occhi che guardano, neri e bellissimi, da lontano.

Mi sbucciai le ginocchia per saltare addosso allo spettro del passato, come Dickens cantai a squarciagola fino a non aver più voce ma l’aria non arrivò, né con essa la voglia del regalo più bello e voluto.
Mi accontento, ora, di un fuoco acceso lontano da questi caloriferi urbani e da questa voglia di urlare, di guardarmi, toccarmi, e sfiorare storie di cui mai ho sentito parlare.

 

Chiederò aiuto ai passanti quando sarò sfinito da questo camminare. Per ora mi limito, semplicemente, ad aspettare l’altra che persona che verrà. Uno dietro l’altro, nel mio letto, quasi non fossi io: quasi mi trasformassi, un po’ come una kafkiana storia .

« Magda (Storie interrotte).
L’altalena del mio piacere. »