Magda (Storie interrotte). 23 dicembre 2013 – Posted in: Me

Sentirsi dentro un tumulto inarrestabile, un’onda perfetta sulla spiaggia di surfisti in attesa: è un loop infinito di ritmo incalzante in una discoteca esitva. E’ il cuore che non si ferma un istante ma è lì, ignobile, a ricordarti che qualcosa dentro c’è e si muove.
Qualcosa c’è, anche se non vorresti saperlo più.
E allora non rimane che dedicarsi alla costruzione attenta e interminabile di storie fasulle, mischiare il mazzo di carte e leggere nuove storie in nuove vite che si insaccano nei tre tempi da scegliere prima di parlare: non c’è verità manifesta in quel che si dice ma solo latente, perversa, tra righe consunte e pensieri copiati.

Ho consegnato il mio nome ad un uomo ferito, mi ha ridato uno straccio da indossare per potermi sentire amata.
“Magda” – diceva – “Magda, amore mio.” – facendomi cadere in un baratro di sensi perduti, di mondi dal sapore dolce.

« Cristina.
A natale c’è un’altra persona. »