Giochi (per non lasciarsi andare). 14 gennaio 2014 – Posted in: Donne, I due – Tags:

Metto insieme le carte da poker per fare un castello che volerà via al primo starnuto di vento: eviterò di guardarlo per non vederlo morire. Patirà il peso della gravità così come fà questa pioggia senza sosta tanto da riposarsi in pozze enormi ai bord delle strade, esausta per il cadere continuo. Farà rumore mentre esploderà in mille volti e colori, tra picche e cuori, sul tavolo di questa cucina vuota ma calda: è il disordine a vivere un pò per me ed un pò per tutti noi.

Correrò alla stazione, entusiasta, sperando in un treno da venezia in cui per l’ennesima volta ci saranno solo amori perduti ma un pranzo sincero con guance morbide da toccare mentre si andrà su giù per il Paese tra convogli in partenza e altri in arrivo: mi mischierò nella folla di napoletani nostalgici e leccesi in trasferta mentre in un angolo un pezzo di me resterà a guardare, quieto, come non sono mai stato capace di fare.

Sarò la zingara che ti chiede una moneta, un bimbo piangente quando vorrai dormire più di qualsiasi altro giorno, un caffè salvifico o semplicemente un gioco da fare, ancora, ancora e ancora.

« Piccole follie tra nemici.
Illusioni (ormai finite) »