Fingere di. 14 Marzo 2014 – Posted in: Me

Sarebbe bello giocare e dirsi di conoscerci da una vita, mi  stenderei su queste tue spalle così vicine e ti direi frasi dolci.
Effimere e dolci.
Mi spoglierei timidamente come davanti al mare d’aprile, mentre tu mi guarderesti avvolta dalla nebbia del mio calore. Guarderemo insieme la strada con i miei occhi di pianto mentre andranno via tutti, per poi ricominciare a giocare e farsi del male.
Arriverà il giorno in cui finiranno cerotti e saliva, le ferite si apriranno sempre più al mondo fino a chiudersi da sole. Smetteremo di chiederci aiuto l’un l’altro in un gioco di musica e battiti cardiaci. Misureremo i nostri malumori, peseremo i nostri cuori dopo questa palestra infinita e ci daremo l’addio firmando contratti lunghissimi per poi dirsi ancora, forse per l’ultima volta, le parole perse in vecchi calzoni.

« Tiepidi passi.
Come formiche nel pieno della non giovinezza. »