A quattro mani. 25 Marzo 2014 – Posted in: Donne, I due, Leandro., Me, Santiago – Tags:

Parole.
Nell’aria ed in questa mia stanza,
solo parole che girano mute tra i miei mille pensieri.Perché quando interpelli una persona quella non è come un tubetto di dentifricio. Ed in questo girare da me partono e a me ritornano, strascico di un colloquio infinito con i tuoi mille surrogati.
Che poi, mai mi convinsi di quello che dicemmo quel giorno alla stazione mentre stavi per abbandonare il tuo fardello di sogni e speranze disilluse: ti ho visto andar via mentre in ginocchio pregavo me stessa e la mia salvifica fantasia.

Io continuo a raccontare le mie storie e i loro mille inganni, mentre il tuo volto qui di fronte cambia sguardo e bocca e colore dei capelli. Ed alla fine non so più chi avrò davanti e cosa ne rimarrà di me che ancora parlo.
Per la salvezza insieme a te cambierò anche io, perduta tra falsità e menefreghismo, mentre il mondo mi guarda e mi urla la mia inutilità.
Mi guarderai annegare mentre debole mi immergerò nelle acque della discordia?
Mi guarderai perder fiato mentre io traboccherò di malumore per te che non sei mio, per te che sei andato altrove?

Ti guarderò aspettare una risposta, un’altra storia, il verso successivo.

« Verità soporifere. (Di teatro e maschere andate a male)
Il tuo profumo »