La puzza dei rifiuti. 4 Aprile 2014 – Posted in: Me

Ho tentato di tagliar la lingua, di tener chiusa la bocca, ma ogni invito è un labirinto di timori e voglia di fare. Di esserci. Di dire sì.
Sono scappato dunque da me stesso, prima che da voi che offrite mercanzia squisita e possibilità infnite, per capire i sotterfugi di un’anima stanca e compressa tra miti assertivi e bisogni affettivi. Non ho trovato altro che nebbia e confusione, fumo da un caldo camino di inizio inverno: dolce, familiare, cristallino all’anima.

Ho capito che non c’era da star calmi ma solo da strillare,  i quadri non son mai belli senza dolore.

 

« Chiudimi le parentesi aperte.
Come i broccoli da bambino. »