Le mie discrete paranoie. 13 Luglio 2014 – Posted in: Luci, Me – Tags:

Conto le ferite dell’ultimo raid aereo dei miei sentimenti notturni, tiro giù gli occhiali cosi da non nascondere allo specchio le occhiaie multicolore mentre latte e cereali scivolano nella tua tazza chissà quanto distante, chissà quanto colorata. Nel parco dei miei desideri ho trovato la voglia di fuggire senza indicazioni precise sul dove e sul quando, sulle compagnie e sui percorsi panoramici che portano alla felicità. Ci salveremo dalla nebbia e da questa pioggia estiva sussurrandoci rime sgualcite, scambiandoci monetine di rame prive di valore per poi raccogliere i cocci di questi cuori e le nostre mutande griffate lanciate ovunque pur di rimanere nudi, sempre di più, fino all’anima.
Dimmi, piccola iena, cosa posso lasciarti in segno della mia esistenza mentre il peso delle nostre parole si sgretola sempre di più come le pareti di Gaza, come i sorrisi nella pressa degli impegni crescenti.
Dimmi cosa posso strappare da quello che ho dentro cosi da sacrificarlo in nome di un giorno isolato, in nome di ore che cancellano i ricordi e ti lasciano ripulito e nuovo come uscito di fabbrica pur senza garanzia

« Come la schiuma del mare.
Vorrei essere in un film. »