Elena (Di città abbandonate). 27 Luglio 2014 – Posted in: Donne – Tags: ,

Ti ho guardato come si guarda il mare nei giorni d’inverno: eri vivo ma distante, ti agitavi per non farti toccare.
Nel timido abbraccio ho sentito il tuo profumo, ho stretto con le dita la tua maglietta cercando di sentirti tra le mie braccia e rubare un attimo in più, un pò di calore che ho perso negli anni in corsa di questa vita.
Giocherò con il mio vestito, stringerò i bordi e li stropiccerò come una bambina irrequieta. Non troverò mai un equilibrio precario a tal punto dal chiederti di amarmi ma sono certa che quegli occhi verdi sono pronti a guardami svestire e rivestire, persino ballare, purché io sorrida e mi senta bene.
Piccola iena, che come me aspetti la carcassa da divorare, prendimi per mano e portami lontano, dimmi i segreti più bui e raccontiamoci le patologie superate: non ci sarà il tempo a portarci fretta né la notte buia della capitale a urlare al mondo di nasconderci e di fare piano; saremo finalmente noi.

Mi chiamo Elena e ti chiedo di guardarmi, un pò negli occhi ed un pò nell’anima, così da farmi sentire meno sola o forse meno incompresa.

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