Dei passi propri e di te, bella, in metro. 4 settembre 2014 – Posted in: Me

Sono tra quelli che sudano, sia in metro che nelle relazioni, nella conquista di occhi nuovi, nel guadagnare il passo su tutti gli altri.
Funambolo e giocoliere – non basta – la conquista è lontana più dell’America, più dell’isola degli eterni bambini.

Ma da solo, dopo che sei passata con la tua scia profumata, mi chiedo del bisogno di cercare, di quello di avere, della matematica che non trovo tra le righe e nelle agende sentimentali.
Mi chiedo perché inseguirti, cambiare i miei bivi: m’abituerò al mio passo abbandonando l’eterna ricerca di quello altrui?

« Arrivò la pace sui cuori sinceri. [Intermezzi]
Della tosse che non va più via. »