Delle tarme nei maglioni, di te che mi insegni a morire in pace. 13 Settembre 2014 – Posted in: Me – Tags: ,

Mi hai chiesto di assomigliare alle parole che scrivo, alle fotografie che scatto, a queste capriole che tento di fare senza riuscire, senza potere: mi chiedo come posso essere lama e manico, roccia e schiuma, complice e sopraffatto.

Credo nelle battaglie navali e negli abissi inesplorati, l’infinità non mi fa paura ma il buio ancora mi intimorisce: ci sono ancora i fantasmi nell’armadio del nonno? Nonostante tutto girerò di notte, con le mie incertezze, cercando luce tra i sampietrini disordinati. Nonostante tutto non mi abbatto, come mi hai insegnato anni fa tra i maglioni bucati mentre le tarme venivano sterminati dalle bestemmie e dallo spray profumato.

E’ una battaglia silenziosa la vita che scivola in mani nude e pulite, pelle glabra da baciare, mentre le istruzioni si perdono in metropolitane afose collassate a causa dell’effetto serra, dei climatizzatori  guasti e di queste scale mobili che mai vogliono portarmi dove voglio.

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In punta di piedi. »