Delle mie partenze falsate. 14 Settembre 2014 – Posted in: Me – Tags:

Con il batticuore sono arrivato correndo sul piazzale della partenza senza saltare là dove potevo, dove mi apettava qualcosa. Cosa farò dei miei biglietti sprecati, di questa carta ormai straccia che mi ricorda i fallimenti e le titubanze, gli eccessivi pensieri ed i troppi impegni che legano a qualcosa.

Come palo con la bici sono il chiodo dei miei sogni appesi sulla parete del tempo, zavorra di un pallone che mai si è gonfiato del tutto: troverò un giorno la chiave di questo lucchetto, qualcosa per pedalare di nuovo, per andare lontano con il vento sul viso ed il sole, il sudore di cui non mi vergognerò mai più.

Mai più.

« Pettinarsi le voglie.
Delle tarme nei maglioni, di te che mi insegni a morire in pace. »