Dei pachidermi in mezzo al traffico. 29 Settembre 2014 – Posted in: Me – Tags: , , ,

Tento di arrivare alla fonte con enormi sforzi, con piccoli passi da pachiderma senza orecchie abbastanza lunghe per spiccare il volo: perdo anche il controllo ed i pensieri, corro tra i confini della gravità e di questa mia stazza.
Penso alla flemma che mi accompagna.
Sarà la stessa mano che accende a spegnere tutto?

Abbiamo visto i giorni cadere uno dopo l’altro come soldati al confine, come foglie d’autunno, mentre indomite donnine minorenni passano contente per un altro anno iniziato, un altro banco sporcato con frasi senza coraggio, con sogni senza aria né parole adeguate per essere vissuti a pieno. Il freddo, mentre, entra dalla finestra ancora abituata a restare aperta e queste tue foto scorrono una dopo l’altra, come figurine anni novanta, a scambiare erotismo per amore, scopate per corse agli ostacoli.

Riuscirò a mettere una marcia giusta o questo motore andrà fuori giri per poi spegnersi alla prima salita, alla prima frenata, al primo sussurro della mia paura che torna come le stagioni, come i compleanni, come lo stipendio a fine mese?

« Affitasi amore, rabbia e non so cos’altro.
A spiegarti i legami, le distanze ed i riflessi. »