Perdersi in casa. 11 marzo 2015 – Posted in: Leandro. – Tags:

Ti ho chiesto di raccontarmi della tua solitudine notturna, di questi giorni che volano veloci tra il cercare eterno e l’attesa di un nuovo colore tra i tuoi bei pastelli da disegno.

Io ti chiedevo le mani, per sentirne il calore, mentre tu guardavi le mie labbra consumate dal freddo e dall’ansia, da questo eterno andare e venire che non smette di prendere il suo spazio nella mia vita in costruzione.

Era carta da parati la tua voce nella mia mente esausta: ti chiederei di tornare da me se non mi fossi un po’ perso, se sapessi da che parte urlare.

 

Morgan con la i - Io forse me ne andrei
« Intimità in mostra.
Respiri pieni. »