Dei distacchi e delle fatiche nel ricominciare. 14 marzo 2015 – Posted in: Leandro. – Tags: , ,

Mi hai illustrato il tuo set di coltelli affilati, i tuoi sogni in scatola pronti da mangiare: io mi sentivo piccino davanti alle tue parole che come corde mi riportavano alla dura realtà.

Tornando a casa ho chiesto a me stesso quale fosse il peso di ogni mio passo, quale zaino stessi portando addosso in questo nuovo cammino di cui non so né il nome né la meta.

Non ho trovato risposte ma solo la confusione ordinaria di chi ci sta dentro, di chi affoga nei pensieri di una vita senza riuscire ad uscirne per più di un minuto al giorno. Sarai il porto a cui tornare mentre io sarò nave che scappa dalle grinfie di qualsiasi altro male?

 

« Dei venti nuovi, delle mie domeniche infinite.
Intimità in mostra. »