Di un uomo e di una domenica che non arriverà mai. 2 aprile 2015 – Posted in: Me – Tags:

Ho sentito il peso di ogni mia voglia scendere dalle spalle fino ai miei piedi, è stato un po’ come spogliarsi per poi fare l’amore con la sincerità che da una vita se ne sta lì buona, ad aspettarti, quasi sapesse che un giorno sarai lì, pronto a vederla in tutta la sua cruda bellezza.

Ti ho raccontato di settembre, Elsa, e dei miei giorni neri al solo ricordo dei voli inumani, delle morti precoci: mi hai stretto meglio che potevi lasciandomi pervadere dal profumo del tuo collo, dalle tue braccia che tentano di sollevare me ed il mio morale riuscendo solo a fallire, riuscendo solo a tentare.

Mi dirai mai di tutti quei baci che hai dovuto metter da parte, delle tue giornate tristi che io ho ignorato mentre il mondo mi distraeva ed il tuo amore volava via come le nuvole a primavera, quel giorno, dopo l’ennesimo temporale a Villa Gordiani.

 

https://www.youtube.com/watch?v=rIUSikXex5w

« Mescolare le carte, prima di leggerle.
Poesie nascoste, la scritta Auchan. »