Dei miei giochi rotti, di te che vai via. 12 Aprile 2015 – Posted in: I due – Tags:

Ho capito, in un istante, le distanze che ho preso da qualsiasi tua parola. Ho capito, guardandoti, di aver rotto il filo che mi avevi teso: di essermi scansato ogni volta che cercavi di avvicinarmi.

E’ una questione di ritmi, la vita, in cui i tempi sono importanti per vedersi ad altezze simili durante gli infiniti salti che questa danza impone.

Mi hai chiesto di fermarmi, di godermi lo spettacolo al tuo fianco. Io ti ho detto che fermarsi è da stupidi, che potevi farlo da sola: tu, infine, mi hai creduto.

« Delle strade, di me che non oso ballare.
Pane e solitudine. »