I miei confini spenti, il conto a fine mese. 20 maggio 2015 – Posted in: Me – Tags:

Ho bussato alla tua notte chiedendo spazio, rubando le ultime briciole d’aria che rimanevano. Hai voluto toccare i miei confini spenti, la mia pelle che stanca chiedeva riposo. Sarai barca mentre io sarò mare lasciandoti in balia dei miei respiri, delle mie ansie, delle mie paure del futuro?

Ho sentito nuovamente quella musica semplice, la voglia di tornare da te, mentre Roma continuava imperterrita ad affannarsi tra i binari di un tram che non si ferma, tra le coscie di una donna fin troppo impegnata per guardarmi guardarla.

Stanotte scendo un po’ prima, passo per il Pigneto e ti chiedo di uscire. Stanotte passeggio più a lungo, prendo una birra e la bevo con calma quasi non avessi fretta: quasi non dovessi tornare a casa, a dormire, a sognare, per raccontare poi tutto due volte a settimana pagandone il conto a fine mese.

https://www.youtube.com/watch?v=4ASJBXu8tNo

« Le tue lacrime sul GRA.
Togliersi i vestiti, girare come i satelliti. »