Contare i miei anni, darti ragione. 27 Maggio 2015 – Posted in: I due, Leandro. – Tags:

Ho lasciato che il freddo mi entrasse dentro, che questo vento facesse rovine tra i miei capelli di pietra, sulla mia pelle d’oca. Mi hai visto tremare come una foglia mentre il mondo scorreva veloce ed io ti spiegavo i miei passi spenti, la mia stanchezza infinita.

Stanotte torno a casa con il respiro pacato, con il peso addosso di chi sente la vita e la respira: ci concederemo una pausa dalla corsa impetuosa, da queste valanghe emotive nascoste tra le fessure di un ritmo forsennato, di un ballo troppo veloce per piedi lenti come i nostri.

Invocherò la tua pelle mentre i sogni di una città dormiente mi urleranno contro, mentre le coppie continueranno a scoparsi e farsi del male, mentre io inizierò man mano ad ammettere di volermi concedere di più, di voler ricordare il tuo odore: qualsiasi esso sia.

« Vuoti a perdere.
I miei risvegli ritardati, il sale sulla tua pelle. »