Come le onde. 11 giugno 2015 – Posted in: I due – Tags:

Ho rivisto il tuo nome scritto sui piccoli schermi di questa quotidiana corsa, tra i miei respiri affannati ed il caldo degli autobus romani. Ho letto le mie emozioni mentre qualcuno mi fissava intento a contarmi il sudore, sbuffare a ritmo del traffico indomabile.

Non basteranno le mie ricostruzioni a ricordare la sensazione di esser pieni, dei respiri tranquilli, delle risate alle tue battute idiote: è il tempo di tornare nei paesi piccoli, nelle scarpe in disuso, in ogni mia maglia bucata che ha visto l’estate al mare, le lucciole e la sabbia fresca da accarezzare.

Abbandono un po’ di più le mie storie senza fine, i miei racconti sull’incompiutezza, pensandoti un po’ come il mare, un po’ come le onde: sempre pronta a toccare, per poi fuggire e, infine, ritornare.

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Manuela, cicatrici e disagi. »