Al proprio posto. 27 giugno 2015 – Posted in: Leandro. – Tags:

Ho preso a spallate i discorsi cercando di prendere spazi in maniera indiscreta, di chiederti il peso delle mie parole nei tuoi giorni innocui, nelle tue mattine quiete.

Ti ho mostrato le cicatrici, il veleno amaro che trasuda dai miei intenti primari: ti va di ballare con me al ritmo di storie d’infanzia e di piccole battute sconce?

Non comparirai tra i miei disegni strani, nelle mie capriole notturne tra sogni e lenzuola umide mentre il ventre di Roma cercherà di espellermi di nuovo: ma io mi aggrappo e rimango cercando i più bei mulini a vento attorno alla stazione, attorno ai tuoi luoghi preferiti che diventeranno anche i miei.

« Il tuo odore d’estate.
2kg di affetto. »