Lettere d’amore per comodini stanchi. 26 Luglio 2015 – Posted in: Leandro., Libri che non scriverò, Me – Tags:

Guarderei per ore le tue gambe andar via, il tuo seno libero girarmi attorno tra il vento mattutino e i primi rumori di questa città per metà spenta. E’ domenica ed io vorrei ribellarmi al letto, aprire le finestre, sentire il vento caldo che sospira suggerimenti di prendere strade nuove.

Mi lascio invece tradire da tutti i miei pensieri pesanti, da questo strascico di idee andate a male, retaggio di una vita di rime spente, di occasioni perse, di abbracci chilometrici in cui c’ero io, voglioso, e tu, in fuga perenne da qualsiasi mia idea di scambio.

Ho acceso l’incenso, indossato l’ennesima maglia sgualcita e infine impugnato i miei sentimenti: riuscirò a scriverti in poche parole il disagio che provo quando mi volto e non trovo i tuoi libri ma solo baci di momentanea dolcezza e breve durata, bellezza in pillole che solo la mia pelle potrà ricordare per qualche ora ancora.

 

“Regalami di te”

« La voragine nel letto.
Dei draghi, dei miei mulini a vento. »