Conto le dita, misuro le mancanze. 30 luglio 2015 – Posted in: Leandro.

Ho nascosto i coltelli e affilato i ricordi, messa in discussione ogni mia voglia di partire: le tue gambe mi stringeranno forte mentre Roma lascia sciogliere le pareti di questa camera, di questi pensieri da attaccare al collo come un ciondolo portafortuna.

Mi rigiro tra i sospiri di un corpo caldo che non vuole dormire, nelle voglie enormi che vorrei scalare con il desiderio dei primi giorni. Mordo appena la pelle, lascio il sangue correr via, consumerò nuovi pasti pensando al gusto dei tuoi baci finti, dei miei sospiri a tempo di corsa.

Ho annusato l’odore delle mie lenzuola pulite, la sagoma enorme della tua distanza. Riempirò i vuoti mangiando le unghie, tenterò l’impresa di costruire tutto da capo, tutto di nuovo – con o senza di te.

 

 

« Parole d’odio per cuori armati.
Il tuo eco per cena. »