La pelle che indosso. 4 Agosto 2015 – Posted in: I due, intermezzo, Leandro. – Tags:

Ho cercato di afferrare la pelle che indossi, l’odore che fai volare nell’aria compressa della mia stanza. Ti ho affiancato nella danza anonima dei nostri sguardi, messo i punti sui tuoi baci, le virgole ogni volta che mi dicevi addio.

Il mio amore era un acquario in cui osservare i nostri corpi in evoluzione, i nostri orgasmi in tensione. Il tuo seno era illuminato come quell’attore al Globe, come il sangue tra le mie primavere arabe.

Ti ho chiesto se ti andava di nuotare nel mio letto, bere le lenzuola tra le onde dei miei baci sudati. Mi hai ricordato che possiamo nuotare tutta la notte, che non c’è limite a queste mie voglie infinite se non la distanza, se non la paura di toccarci per davvero.

« Del sale, dei tuoi scambi umorali.
Parole d’odio per cuori armati. »