Io, lei e il vento. 11 Agosto 2015 – Posted in: Leandro., Me – Tags:

E’ stato in un momento di quelli leggeri, in cui tu sembravi una fotografia scattata in polaroid, che ho capito di volerci rimanere lì, sul mare. E che tu eri bella, non da guardare, ma da vivere: anche perdersi, con te, ha un sapore diverso nonostante la sabbia ed il sudore, la pelle rossa ed il mare in perenne agitazione.

Ma ormai a Roma piove ed i tuoi branch sono sempre più lontani da qualsiasi mia voglia di averti, dalle mie valigie ormai pronte: io cantavo in una stazione vuota mentre tu, candida, non guardavi le mie capriole, i miei vestiti sudati del sesso che non mi hai mai dato.

E tu corri al Valentini, come quel giorno in cui faceva freddo e Torino ci ha guardati appena mentre la mole non cadeva sotto il peso delle tue verità scomode, delle mie incertezze perenni. La normalità è ormai andata via mentre questo letto è un mondo a sé stante, un ecosistema che non muore ma si evolve insieme a me, insieme al tutto.

 

Playing.

« Il passaporto dei tuoi baci salati.
Del sale, dei tuoi scambi umorali. »