La notte a non dirsi le cose. 25 Agosto 2015 – Posted in: I due, Leandro. – Tags:

Rubammo il sesso tra le scatole dei nostri traslochi infiniti, tra i mobili montati male, nelle mie lenzuola impazzite come le tue gambe abbronzate che sembravano binari tra le montagne dei tuoi seni pungenti.

Io affilavo le bugie, pulivo la vetrina in cui mi vedevi urlare rime e versi incandescenti. Tu ballavi la danza infinita della tua saggezza ripetendo a bassa voce parole lontane che sapevano del mare che non ho mai visto, della sabbia su cui solo tu avevi fatto l’amore.

Impacchetteremo i nostri segreti migliori senza dirci per davvero che sarebbe meglio non rimanere soli, le tue pareti formeranno dei grattacieli da scalare, le tue difese saranno la neve migliore da guardare tornare al mio mare.

« Ninna nanna.
Della fame, degli amori Part-time. »