Fare spazio, dormire al contrario. 29 Agosto 2015 – Posted in: Leandro. – Tags:

Ti ho invitato nel mio bellissimo vuoto mostrandoti pareti stanche, armadi vuoti e pieni di voglie scadute: tu indossavi i miei sogni indicibili mentre io ti giravo attorno nel migliore dei balli egocentrici, nel milione di storie nonsense che coprono Roma fino a farla impazzire in questi ultimi colpi d’estate che proprio non vuole finire.

A settembre compio gli anni e mio padre sarà felice, io ti parlo dei soldi che iniziano a finire, di mia madre che sgualcisco giornalmente e di questi lavori infiniti a cui non vengo a capo. Ma Einaudi continua a suonare ed il mio caffè si brucia anche stavolta mentre io mi distraggo a guardare un letto vuoto, oggi più di sempre.

Vorrei sparassi, qui sotto al mento, mentre i miei disegni continuano a incentrarsi su tette enormi e teste mozzate. Vorrei sparassi, qui sulle mie mani, così da smettere di fare giravolte bellissime con le mie parole inquiete e pronunciare sul serio le mie lettere serie, i miei intenti assurdi che volano veloci su menzogne che solo io non riesco a raccontare.

 

« La condensa dopo essersi amati.
Ninna nanna. »