Quel giorno a Roma mi hai detto che non c’era poi limite tra me e te se non il corpo che negli anni sarebbe rimasto proprietario. Per te l’amore era un copyright mai esistito, un gioco di sopravvivenza in cui d’estate spalmavamo l’affetto sui corpi felici per bruciare le riserve nel triste letargo d’inverno Quando in primavera ti sei risvegliata io ero stanco morto, ti ho guardata ed ho capito che ci eravamo scambiati la pelle fino ad un punto tale da non capire se odiare te, odiare me o odiare entrambi. 10 Febbraio 2020 – Posted in: Instagram – Tags:

Quel giorno a Roma mi hai detto che non c’era poi limite tra me e te se non il corpo che negli anni sarebbe rimasto proprietario.

Per te l’amore era un copyright mai esistito, un gioco di sopravvivenza in cui d’estate spalmavamo l’affetto sui corpi felici per bruciare le riserve nel triste letargo d’inverno

Quando in primavera ti sei risvegliata io ero stanco morto, ti ho guardata ed ho capito che ci eravamo scambiati la pelle fino ad un punto tale da non capire se odiare te, odiare me o odiare entrambi.

« Di notte aprivamo i cuori come si fa con le finestre d’estate. Ogni tuo bacio era aria fresca sul viso. Ed i nostri corpi nudi una provocazione alla coppia che mai saremo diventati.
Farò miliardi di foto in cui tu non ci sei. Immaginerò il tuo corpo appoggiarsi alle colonne e farsi fotografare. Stanco dal sesso e dalle parole lunghissime dette di notte tra le lenzuola al sapore di noi. »