Leandro. Archives - Nemus Loren
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Intervista su Cluster Radio

Oggi sono stato ospite su ClusterRadioMagazine per un’oretta di musica, poesie, scritti e chiacchiere. 🙂 Ascolta “14.12.2017 #LetteralmenteCluster – ClusteRadioMagazine” su Spreaker.

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Ladri emotivi

Combatterò i ladri emotivi, questi timori radioattivi che arrivano ovunque, persino nel sonno. Ed io sarò l’uomo che cade sotto le proprie paure, chi non regge il peso dei pensieri pesanti, dei baci distanti. Tu sarai gli occhi di cui non posso fare a meno, la pelle che cancella le lacrime amare e questa stupida voglia di non ricominciare.

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La cura

Farò i conti con questo letto vuoto, col petto che esplode colmo di voglie. Tu mi dirai che pensarci forte è la cura ai mali peggiori, alle notti ormai registrate nei ricordi migliori. Io ti dirò che la tua pelle è la pista per le mie voglie più sincere, che con quelle labbra farei un letto comodo per i miei sorrisi ormai fuori stagione.

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Baci d’amianto

Farò l’inventario di quel che rimane di noi, metterò in ordine le frasi d’amore per il cambio di stagione. Penserò che sognarti è un modo bellissimo per ricordare il tuo volto, per sentire ancora una volta quella pienezza nel cuore. Ed urlerò forte le assenze che sento, i vuoti enormi che riempio con baci d’amianto nelle notti strappate a questa città eterna che parla ancora di noi.

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Il falò dei miei malumori

Farò un falò enorme con le parole non dette, con queste emozioni enormi che fatico a tenere in tasca, a portare in giro nei giorni pesanti, nelle notti lunghissime in cui tu non ci sei. E con l’eco dei miei sguardi mi sentirò meno solo mentre Roma esplode fuori dalla finestra, entra arrogante a toccarmi le ferite, a smuovermi gli odori, a capovolgermi i sapori. E capirò finalmente che i dolori che sento sono solo…

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La tua pelle, la mia

Sentirò sulla pelle il calore dell’estate, quest’aria nuova che arriva da lontano. Tu mi dirai che i nostri corpi sono belli se pieni d’affetto, se pieni di voglie inesplose. Io ripeterò che sulla mia pelle sta bene la tua, calda e sudata, a strofinarmi via il sonno e i malumori.

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Resta qui.

Ho pensato alle assenze, alle mancanze enormi che sento forte nei giorni migliori. Ed ho capito che il dolore è una forma insolita di nostalgia, un modo diverso per non andar via. Ed ora tutto è chiaro, persino Roma è una cura docile e lenta che potente mi inonda le vene, che bella devasta i rimpianti e le malinconie.

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Il tuo profumo.

Ho contato i metri tra me e tutte le cose, tra i tuoi sorrisi e le mie partenze improvvise. Ho trovato il sapore dei tuoi sguardi, il profumo indelebile delle nostre storie migliori. Ed ho pensato che volerti è una tempesta interiore, un mare agitato che esplode con i suoi mille colori.

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