Ricordi Archives - Pagina 4 di 5 - Nemus Loren
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Carambola coi ricordi

Gioco a carambola sul tavolo dei ricordi, imbuco persone e impilo punti quasi fossero palline numerate. Che un pò davvero lo sono. Parlo con me stesso riflesso nello specchio, dò valore a questi occhi e alla mia pelle non trovo la scatola dei fiammiferi per dar fuoco a quanto segue allora mi trattengo, e mi dico: non c’è modo migliore di finire che tappando le ali ai sogni che verranno alle imprese che si potranno…

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Il filo della pazzia ancora vivo.

Dammi millemila parole e lasciami senza fiato perchè dalla finestra vedo la città che non è mare nè sabbia nè natura ma solo palazzi e cemento e caldo e sudore e urla di bambini indispettiti da mura troppo sottili, da nonne apprensive e madri che non sanno tenere a bada sé stesse. “Aiuto, aiuto. Portami via prima di implodere” – urla la dolce donna che mi sta accanto e cammina, mentre la seguo tenendole l’ombra…

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Giada. Storie interrotte.

Giada si sveglia di notte, i capelli arruffati, a cambiar sempre lato del letto finchè non succede. Di notte la osservo tirar le lezuola e lasciar risuonare un mugolio leggero, quasi un lamento. E’ il sonno che combatte – dice lei – per non essere strappato via dalla realtà che c’è fuori.

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Generazione in crescita.

Ricordo ancora l’estate focosa, il caldo e gli amori arrivavano insieme, come l’equilibrio perfetto della bilboa con l’acqua di mare. Nell’invenzione degli smartphone siamo cresciuti, passando per la PlayStation ed il GameBoy, dal Ronaldo alle Bull Boys. Vedevamo amore in una cotta estiva, vedevamo il futuro in occhi da liceale, volevamo l’amore eterno: lo abbiamo avuto. Ma ora è cambiato qualcosa, ci guardiamo intorno spaesati cerchiamo un appoggio seppur momentaneo. Vogliamo parlare più che scopare,…

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Del primo sangue dal naso, amori d’infanzia

Il primo amore non si scorda mai, ed io non scordo l’asilo, ed una bimba biondissima che era bello da rimanerci secchi, si sedeva sempre su tre sedie, le piaceva guardare tutti dall’alto. Mi ci avvicinai, alle sedie, e chinandomi le dissi senza paura “Io t’amo” Ricordo poi non il dolore al cuore per il rifiuto, non la vergogna per il gesto sprecato, ma il sangue caldo sulle labbra e sul bianco grembiule, del calcio…

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Stigma.

Lascio i vestiti a casa ed esco con scritte infinite sul corpo, girano in un vortice enorme dietro la nuca come gira questa testa stordito dall’alcool del mattino, che viene dalla notte e poi dal giorno prima. Potrei anche mentire dicendo che è tutto una cazzata ma in realtà sento addosso ogni minuto di questo silenzio che mi circonda, e mi chiedo: chi sarà stavolta ad uscirne vivo? Il giocoliere continua il suo giro tra…

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Alice. Storie interrotte.

Nell’interrogazione quotidiana sul senso della vita, Alice trovò che le sue braccia erano oltremodo bianche e che un pò di sole non sarebbe guastato. Notò inoltre che i nei sul suo corpo diventavano sempre maggiori, sul piede destro soprattutto, dove si andava pian piano formando una forma strana, quasi familiare. La stessa che da piccina osservava sul piede di sua madre. Nel mentre la porta lentamente si aprì, quasi miagolando, facendo balzare per un istante…

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Clone.

Ho clonato me stesso, di giorno in giorno fino a perdere me stesso e credimi altro. Pezzetti di me che si riuniscono e poi si separano si scindono come atomi in centrale ma non fanno energia, loro, al massimo, me ne rubano un pò.  

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Brindasse lei per me.

Vorrei tanto essere sulla giostra divertente che vedo lontano, lì, fuori dalla finestra. Il caldo pian piano si addentra tra le gambe ghiacciate e le luci tardano ad arrivare come tardano a spegnersi, poi, nella notte a ritmo di vino e festa. Ed una bella ragazza è il ritmo di una canzone stupenda che mi lascia estasiato tanto da lasciare andare la testa all’indietro senza guardare più questi libri bensì il soffito con le ragnatele…

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E cadi. Di nuovo.

Stringere i pugni e sentirne il calore mentre il cuore cade nello strapiombo lasciandoti sentire la gravità avvolgersi attorno ad ogni parte del tuo corpo quasi qualcuno ti stesse legando all’aria, improvvisamente dura e impenetrabile. E’ un dolore che viene da lontano quello che nasce dentro di noi, puoi scavare a lungo e per quanto impegno tu possa impiegare non è detto, no non lo è affatto, che tu ci riesca a scovarlo. Ed una…

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